In finale va il Saluzzo, Osmon beffata dagli errori arbitrali

Lapadula, protagonista del confronto
Lapadula, protagonista del confronto

L'Osmon Suno esce dalla Coppa Piemonte. E' questo il verdetto di un uggioso pomeriggio di fine dicembre che lascia nei tifosi bianconeri un profondo rammarico e nei protagonisti della squadra sunese una marcata rabbia per come sono andate le cose sul campo. Rabbia che esprime bene il tecnico novarese, Giorgio Rotolo, che a fine partita sbotta: "E' una vergogna. Io non parlo mai male degli arbitri perchè non è nel mio stile, anche quando veniamo palesemente danneggiati come l'anno scorso con il Borgomanero quando eravamo ancora Borgopal, ma oggi si è veramente toccato il fondo: decisioni totalmente sbagliate, tre rigori inventati, una serie di fischi campati per aria... Così non va bene: una squadra come la nostra si allena fino alla vigilia di Natale per farsi trovare pronta a questo tipo di appuntamenti e poi si trova di fronte dei direttori di gara incompetenti come quello di oggi. Questo signore già l'anno passato l'avevamo incrociato nella gara con il Volpiano e ci aveva fatto perdere, oggi di nuovo. Usciamo dalla Coppa a testa alta: all'andata abbiamo pareggiato per colpa di un arbitro incapace e oggi subiamo questo sconfitta nel modo che tutti avete visto. Dico di più: se non ci sono arbitri all'altezza, sarebbe meglio neanche programmarle competizioni come questa". Uno sfogo a tutto tondo, che riassume bene quelli che sono stati i punti salienti della gara: molti errori, sia delle squadre in campo che dei direttori di gara, un gioco che ha stentato a decollare, tante assenze soprattutto in casa sunese. La Osmon non ha di sicuro giocato la sua miglior gara, con molti elementi in precarie condizioni o in pessima giornata, ma uscire da una competizione come questa in modo poco pulito non può che lasciare l'amaro in bocca a tutto l'ambiente bianconero.

Doccia gelata L'obiettivo era importante per entrambe le squadre, una finale da giocarsi a Novarello fa gola sia alla Osmon che ai cuneesi del Saluzzo. I bianconeri si presentano in campo con molte assenze, alcune di rilievo (Canino, Cherchi, Bertola, Yao N'Gbra e con Moretto che si gode le gare di Coppa Italia dalla panchina), ma con l'inserimento dell'ultima ora che risponde al nome di Francesco Evola. Il Saluzzo, che deve assolutamente segnare, si affida a due linee strette tra difesa e centrocampo, lasciando a Caserio e al mortifero Lapadula il compito di fare male in avanti. La squadra di Cellerino parte di gran carriera, pressando alto la difesa del Suno che fatica ad uscire palla a terra; ma azioni da gol, se si eccettua una conclusione di Gozzo al 5' murata da Evola, non se ne vedono. E nel momento in cui gli ospiti rallentano il pressing asfissiante messo in atto fin dall'avvio, esce il maggior tasso tecnico dei novaresi: al 22' Poi fa secco con un doppio passo Brignolo, ma invece di servire un compagno meglio piazzato cerca un tiro debole che non impensierisce Cantele. Al 25' sulla punizione di Bettini interviene di testa Agazzone per la facile parata di Cantele, ma tutto viene vanificato da una posizione di fuorigioco del centrocampista in maglia bianca. Errore in uscita di Caldarola che consegna palla ad Evola al 32', pronta verticalizzazione per Secci, il cui tocco supera il portiere in uscita ma viene salvato da Picollo prima che la palla varchi la linea bianca. Sembra un buon momento per la squadra di casa che però al 38' va sotto: incomprensione tra Biano e Santone, ne approfitta Lapadula che tocca il pallone di punta mandando la palla ad insaccarsi nella porta sguarnita. Il gol funge da propulsore per le giocate granata: al 43' una punizione ben indirizzata di Caserio esce di un niente oltre il palo sinistro della porta bianconera.

Disastro arbitrale La ripresa è un vero festival dell'errore da parte del signor Lombardelli di Torino che sbaglia quasi tutte le decisioni più importanti. L'Osmon non si è ancora ripresa dalla rete subita nel suo momento migliore durante i primi 45' e lascia ampie porzioni di campo agli avversari che tuttavia non le sfruttano a dovere. Nei primi 20' solo una punizione di Lapadula abbondantemente fuori dallo specchio (13') merita di essere ricordata. Al 22' però, quasi come un fulmine a ciel sereno, arriva il gol della squadra di casa: progressione di Bettini sulla sinistra, palla scodellata a centro area dove Secci, con una torsione precisa, trova l'angolo che Cantele non riesce a raggiungere. Il Saluzzo prova a riportarsi in vantaggio al 27' con una girata di Lapadula che non sorprende Santone ma è l'Osmon, un minuto dopo, a sfiorare il vantaggio con Agazzone che, in sospensione su battuta d'angolo, manda la palla a sbattere lentamente sul palo. Al 32' arriva il patatrac, sottoforma di errore arbitrale: Morero in area frana su Miglietta che subisce la carica dell'avversario; non per l'arbitro che decreta un calcio di rigore che Lapadula trasforma. Non passano due minuti e sul fronte opposto altro fischio inventato (contatto blando subito da Bettini che costa a Brignolo il cartellino rosso diretto) a correggere l'errore perpetrato poco prima e penalty per l'Osmon che Poi si fa parare da Cantele. Subentra lo scoramento tra le fila dei padroni di casa e prova ad approfittarne Caserio con un tiro teso al 38' che si perde alto sopra la traversa. Con l'Osmon che pochi secondi prima era rimasta a sua volta in dieci (rosso diretto anche per Miglietta per una brutta entrata a gamba tesa), gli spazi diventano voragini a favore del contropiede cuneese con Mardoda che al 41' si butta in un canalone scoccando un diagonale che esce di centimetri. Nuova perla di Lombardelli a pochi secondi dal 45': contatto Morero-Agazzone avvenuto fuori area con l'esterno granata che cade all'interno dei sedici metri bianconeri; naturalmente è rigore, anche qui più che dubbio, ma manca il rosso per Agazzone che da regolamento (anche con il fallo fuori area in quanto ultimo uomo) ci sarebbe stato. Lapadula si fa ipnotizzare da Santone che respinge coi piedi, ma ormai non c'è più tempo e in finale accede il Saluzzo.

OSMON SUNO-SALUZZO 1-2

Reti: 38' La Padula (S), 22'st Secci (O), 32'st Lapadula su rig. (S).

Osmon Suno (4-3-1-2): Santone; Miglietta, Biano, Bonato, Fornasino; Evola, Agazzone, De Lorentiis; Bettini; Secci, Poi. A disposizione: Moretto, Cherchi, Terroni, Luccioni, Ferrarotti, Galuppini, Gallone. All.: Rotolo.

Saluzzo (4-4-1-1): Cantele; Brignolo, Demaria, Caldarola, Picollo; Gambardella (36'st Mardoda), Cretazzo, Gozzo, Morero; Caserio; Lapadula. A disposizione: Godio, Boscolo, Allasio, Isaia, Forgia, Bonardo. All.: Cellerino (squalificato).

Arbitro: Lombardelli di Torino.

Note: espulsi al 33'st Brignolo (S) per fallo da ultimo uomo e al 38'st Miglietta (O) per gioco pericoloso. Ammoniti Bonato, Agazzone e Bettini per l'Osmon Suno, Caserio e Cretazzo per il Saluzzo. Al 34'st Poi (O) si fa parare un rigore da Cantele, al 45'st Lapadula (S) si fa parare un rigore da Santone.

OSMON SUNO

Santone 5: Para un rigore nel finale, quando ormai i buoi sono usciti dalla stalla. C'è molto di suo nel primo vantaggio cuneese.

Miglietta 5,5: Protagonista incolpevole nel rigore decisivo del Saluzzo, chiude la gara anzitempo facendosi buttare fuori quando le speranze non erano ancora azzerate.

Fornasino 5: Mai una discesa, un'iniziativa: l'assenza di Yao N'Gbra su quella fascia si avverte moltissimo.

Biano 5,5: Poco deciso in occasione della rete del vantaggio di Lapadula, sembra non essere al 100% della condizione.

Bonato 6: Stringe i denti e dà vita ad un duello senza esclusione di colpi con Lapadula che spesso contrasta con l'anticipo.

Agazzone 5: Compassato nell'impostazione del gioco, Rotolo lo arretra sulla linea difensiva per dare più velocità al centrocampo bianconero.

Poi 4,5: Completamente fuori giri, non azzecca neanche una giocata, compreso il rigore che avrebbe riconsegnato il pareggio alla Osmon.

Evola 6: Alla prima con la nuova casacca, dimostra di non avere ancora i tempi della giocata con i compagni, ma grande voglia di fare e mettersi in mostra.

De Lorentiis 5: Relegato a centrocampista esterno nella prima frazione, viene riproposto da punta nella ripresa, con esiti tutt'altro che esaltanti.

Bettini 6: Piazza un paio di accelerazioni delle sue, che fruttano anche il gol, ma è ancora troppo discontinuo per lasciare veramente il segno.

Secci 6: Gol da attaccante consumato a parte, fatica a trovare lo spazio per le sue progressioni che restano quasi sempre solo nelle intenzioni.

SALUZZO

Cantele 6,5: Non è chiamato a compiere interventi trascendentali, ma dà la giusta tranquillità ad una difesa che sa di essere protetta. Il rigore parato su Poi lo conferma come uno dei portieri più forti dell'Eccellenza.

Brignolo 5,5: Va in difficoltà se puntato dall'avversario diretto, ma si difende con senso della posizione. Subisce un cartellino rosso opinabile.

Picollo 6: Salva su Secci nel primo tempo, quando il gol subito avrebbe potuto essere pesante come un macigno.

Gozzo 6: Unisce ad un gran dinamismo una confusione nella giocata altrettanto marcata. Copre tuttavia diverse zone, motore primo del pressing voluto da Cellerino.

Demaria 6,5: Determinante nel chiudere le falle apertesi nella retroguardia ospite, si fa notare per la precisione negli interventi.

Caldarola 5: Un suo grosso errore, non sfruttato, avrebbe potuto far prendere un'altra strada alla gara. Sembra giocare sulle uova, sempre a rischio errore.

Gambardella 5,5: De Lorentiis e Fornasino gli lasciano ampi margini di manovra che si prende con moderazione, attento più a non scoprirsi che a fare male.

- 36'st Mardoda sv.

Cretazzo 5,5: Incappa presto in un giallo che lo limita parecchio nell'interdizione, lasciandolo spesso a mezza via tra l'intervenire e il temporeggiare.

Lapadula 6,5: Quattro reti in 180' e un rigore sbagliato, i numeri dicono che la firma sulla semifinale è stata soprattutto sua.

Caserio 6,5: Dà respiro alla manovra del Saluzzo, cercando la conclusione in prima persona ogni qualvolta gli capita di battere un calcio da fermo.

Morero 6: Si guadagna con astuzia due rigori che definire dubbi è un eufemismo, ma nell'economia dell'incontro la sua prestazione non può essere che positiva.

Carmine Calabrese